Venerdì, Giugno 27, 2014
Non sono venuta a dirti addio baciandoti sulla mano. Spero di poterti rivedere, ma so che non potrò. Mi sono svegliata, tu non ti sveglierai…
Continuo a chiedermi perché non posso accettarlo.
Non era una finzione, sei andato da qualche parte dove non posso riportarti indietro.
E voglio crederti, quando dici che sarà tutto ok,
Sì, provo a crederti, ma non oggi. Domani può cambiare.
Sabato, Giugno 7, 2014
Devi smetterla di pensare a quello che succederà, devi pesare a cosa hai di fronte… mmh vediamo: un bicchiere mezzo vuoto, la cenere della mezza sigaretta sul tavolo (questa la pagherò), le cuffie che oscillano, nel bordo del tavolo, giù per la plastica che lo ricopre e sembra stiano producendo un ritmo, non me ne curo molto. Schermo nero… e poi niente. I “niente” non si annullano, diventano pesanti, diventano rumori… ma vorrei comunque una presenza, su questa sedia che fa un male cane al culo dopo una certa mobilità. Vorrei LA presenza, con me. Tu rimetti a posto i pezzi.
Martedì, Maggio 20, 2014
Quattro pareti buie, sfumate dalla leggera luce del lampione in strada che, attraversando le fessure di una finestra chiusa malamente e in modo frettoloso la sera precedente, prende per il culo i deboli di sonno o magari questi ultimi, non avendo chi incolpare, se la prendono con qualsiasi cosa interferisca con i loro pensieri. Qualche sfumatura sbagliata, il cellulare della coinquilina che non cessa di vibrare, stonare e scontrarsi con quel che si intrufola quatto da fuori. O magari, a causa dell’insostenibile pesantezza del deretano, non si ha la minima intenzione di spegnere tutto, neanche lo stupido aggeggio luminoso che ti permette di scrivere cazzate in una fascia oraria discutibile… forse dovrei cambiare posizione… e punteggiatura… e lenzuola.
Mercoledì, Maggio 14, 2014

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca o colore dei vestiti,

chi non rischia,

chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i

piuttosto che un insieme di emozioni;

emozioni che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

chi rinuncia ad inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di

gran lunga

maggiore

del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di

una splendida

felicità.

Venerdì, Maggio 9, 2014
Sono un ragazzo da parete.
Sono uno che vede tutto, e capisce tutto.
Non parlo molto, ma so come stanno le persone appena mi guardano.
Riesco a vedere il dolore dietro i loro sorrisi falsi e le loro facce allegre.
Essere un ragazzo da parete non è facile, non mi porterà mai ad essere davvero felice.
I ragazzi da parete osservano come da dietro una linea e non la passano, non lo faranno mai.
Hanno paura a mostrare i loro sentimenti o la loro tristezza agli altri.
Tengono tutto dentro e lasciano le loro emozioni nei libri e nelle canzoni.
Vivrai sempre con questa sensazione che questa vita non sia tua, che tu non ne abbia il controllo, che tutti quelli intorno stiano vivendo e tu stia solamente
respirando, guardando, aspettando…che cosa?
I ragazzi di parete sono persone a cui importerà sempre più degli altri che di loro stessi.
Sono un ragazzo da parete, osservo le cose da lontano e le comprendo. Non mi metto in mostra.
Martedì, Aprile 22, 2014
I giorni scivolano via lisci come acqua che scende dalla gola, dipingono segni. Guardo avanti e mi volto indietro, per vedere se le mie tracce costruiscono una linea diritta. Fuori i bambini stanno ridendo, nessuno guarda il cielo, di sicuro sta per piovere e comincia a fare freddo: il vento comincia a soffiare mentre qualcosa sta scuotendo la mia anima come un albero ma questa volta so sì, questa volta so che sei semplicemente tu. Allora ti vedrò presto… bene, Sono qui che aspetto.
Mercoledì, Marzo 5, 2014
È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.
Domenica, Marzo 2, 2014
E’ sempre bello ripetere, a due giorni dall’esame, con sottofondo il grande Einaudi, direttamente dalla stanza della tua coinquilina ma con l’aggiunta di un’empia e inquieta voce nell’aria. Sto pensando di “contraccantare”, come Gandalf fece con Saruman ma si sa come ne uscì, quindi mi limiterò a farle i complimenti da parete a parete a fine performance.
Giovedì, Febbraio 27, 2014
Vorrebbe piangere, cerca in tasca il tovagliolo già tolto. Guarda fra tante bucce d’arancia e tanto fumo, fra i piedi di tanta gente i cani stanno ad annusare. Quasi vorrebbe urlare.
Guarda l’orologio: è fermo. Vorrebbe sapere se deve aspettare ancora molto. Ma come, come può lei sentire, mentre la parola le resta in gola?
Giovedì, Febbraio 6, 2014
Basta una parola per risolvere le situazioni: certe volte è “scusami”, altre volte è “fottiti”… Mele e drammi notturni.